autore: marcodedomenico | 20 luglio 2007

One Nation.. a lot of Stations!

categorie: radio, tips & tricks

radio.jpg Oggi si parla di Radio.

 Quante Emittenti radiotelevisive ci sono in Italia?

Esattamente 629, per un totale di 24.700 impianti-frequenze.

A questo riguardo potete scaricare qui il file pdf con il pezzo che ha scritto Marco Mele sul Sole 24 ore di Martedì 5 Giugno 2007.

Mi scrivono moltissimi ragazzi che vogliono cominciare a muovere i primi passi nel mondo della Radio. Giovani animati da una passione infinita, un desiderio forte di dimostrare a tutti che ci sanno fare, che sono in grado di intrattenere e divertire il pubblico, che hanno tante cose da dire.

Con 629 emittenti fra Radio e Tv disseminate sul Territorio italiano, non pare un’impresa così difficile.

Nella realtà però le cose sono un po’ diverse. Come sempre.

E’ cambiato profondamente il ruolo della Radio negli ultimi anni. Alla nascita delle prime “radio libere”, nei primi anni ‘70, chiunque disponeva di un trasmettitore e un’antenna si sceglieva una frequenza libera e andava in onda.

Epoca pionieristica quella, dove grazie a una “voragine legislativa” tutti potevano fare tutto, camminando a piedi uniti sulla riga che divideva il lecito dall’illecito, il legale dall’illegale.

Poi una legge del 6 Agosto del 1990, la famosa Legge Mammì (il Repubblicano Ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni di allora) pose fine alla bagarres.

Fine della festa per molti, l’inizio di una lunga serie di sonni finalmente tranquilli per altri, la Legge 223 regolamentò con precisione le radio e le teletrasmissioni.

Una miriade di minuscole emittenti chiusero i battenti, altre si incamminarono verso la strada di molti successi.

Ad oggi la stragrande maggioranza delle Radio in Italia funziona generando ristrettissimi profitti (di norma ottenuti vendendo gli spazi pubblicitari agli inserzionisti di turno) e ovviamente a costi molto contenuti.

Pensare di guadagnare molto iniziando a fare Radio è come sperare di vincere una gara di MotoGP con un Garelli Vip 3.

Occorre tanta voglia di fare, un’entusiasmo sconfinato, e un approccio umile al mezzo radiofonico.

Di norma si comincia bussando alla porta di qualche piccolissima Radio che presumibilmente vi userà per caricare le canzoni nel computer (niente più vinili e niente più CD da un bel po’ di tempo, per fortuna…) e per una serie di piccole altre amenità realmente poco interessanti.

Ma se saprete dimostrare di saperci fare, non dovrebbe essere così difficile proseguire la  carriera verso Emittenti più importanti e più celebri.

Questo bel discorso vale per le Radio fino a un certo livello, diciamo fino alle emittenti interregionali come dalle mie parti potrebbero essere Radio Reporter, Radio Number One. Al centro e al sud penso a Radio Subasio, Radio Bruno (emittente emiliana che stà riscuotendo un grandissimo successo), Radio Ibizia, Radio Norba e mi fermo qui perchè potrei citarle tutte.

Perchè poi purtroppo, salendo di livello la musica cambia.

E’ quasi impossibile pensare oggi di sedersi al microfono di un’emittente Nazionale.

Nei network oggi prendono quasi esclusviamente personaggi famosi, prevalentemente dalla TV.

Una volta era il contrario, se diventavi famoso in Radio, ti chiamavano a lavorare in TV.

Ma… il vento sta cambiando nuovamente. Le recenti tecnologie hanno aperto nuovi orizzonti multimediali. Una volta la Radio si chiamava tale perchè per farsi udire a distanza utilizzava la “radiofrequenza”. Oggi non occorre più.

In pieno dominio digitale, la Radio è anche sul web. Continuano a chiamarle Radio ma solo per abitudine, perchè in realtà Radio non sono, almeno non in senso stretto. Diciamo che sono dei “flussi audio”.

Fatevi un giretto in rete, digitate in Google “web radio” e… non crederete ai vostri occhi.

Trasmettere sul web costa proporzionalmente meno che trasmettere in FM, e le radio sono tornate tante, tantissime.

C’è chi la fa per gioco, chi la fa per passione, chi la esercisce con l’intento di lanciarla e poi cominciare a guadagnare con la pubblicità.

A questo proposito devo salutare di cuore un caro amico che si chiama Marco Lolli.

Se il nome non vi è nuovo, è perchè Marco, oltre ad essere l’Editore di Lolliradio (www.lolliradio.net) è anche il regista di W Radio 2 con Baldini e Fiorello, forse la più bella e completa trasmissione radiofonica di tutti i tempi, in onda su Radio 2 e ora sospesa per le vacanze estive.

Cominciate con l’ascoltarvi un po’ di Lolliradio, vi verrà voglia di fare la Radio.

Proseguendo coi saluti, non posso non citare Tony H.

Daniele (Daniele Tognacca, ed ecco svelato il rebus) è una delle persone più sensibili e generose che abbia mai conosciuto.

Grandissimo e indimenticato dj a Radio Deejay, poi l’avventura a Italia Network, quindi a Rin, poi a Radio Monte Carlo, RMC2 e ora anche a Virgin Radio (leggetevi il mio post di qualche giorno fa), Tony H è un talento indiscusso della radiofonia italiana, da dietro i microfoni.

Si può lavorare in radio occupando vari ruoli… Daniele ne è la dimostrazione vivente.

Per amore nei confronti delle Radio, Tony H ha inaugurato in questi giorni un sito molto bello e tutto nuovo dedicato a chi come lui, come me, come noi, è innamorato della Radio: www.iloveradio.fm. Iscivetevi subito alla mailing list, e riceverete ogni settimana notizie fresche su quel che accade nel mondo delle Radio.

Bravo Daniele, bravo Marco, bravi tutti quelli che della Radio hanno sempre conficcata la siringa nel braccio.

A proposito.. da qualche tempo sono di nuovo sulla piazza. Offerte?

Per ascoltarmi all’opera: www.marcodedomenico.com

Buona Radio a tutti.

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Commenti (1)

  1. |

    Ciao Marco effettivamente è difficile entrare nel mondo radiofonico, io fortunatamente ormai ne faccio parte ma ci vogliono tante motivazioni e tanto spirito di adattamento che credo oggi manchi a molti ragazzi.
    10/15 anni fa era diverso, anche nelle piccole realtà locali si imparava davvero, a partire dai vecchi bobinoni che se non stavi attento si strappavano, al vinile che dovevi preascoltare fino alla cosa più importante ovvero l’amicizia che si instaurava all’interno della struttura.
    Io ricordo serate intere passate in radio, ad ammirare lo speaker famoso del momento, a carpire i suoi segreti, alle tante amicizie che mi sono fatto nel tempo.
    Poi tutto è cambiato, è arrivata la tecnologia che ha mandato a casa tanti ragazzi che non servivano più
    Lungi da me fare discorsi da nonno, sono io il primo a circondarmi di tutte le novità hi-tech ma credo in radio l’aspetto umano ne abbia risentito moltissimo.
    Adesso anche le piccole realtà locali preferiscono mandare in onda oroscopi registrati, notiziari nazionali (realizzati spesso in maniera pessima), rubriche varie etc etc.
    Ma non credo sia solo una questione economica, tanti ragazzi continuerebbero ad affascinarsi a questo mondo anche senza percepire niente come abbiamo fatto in tanti all’inizio ma trovano spesso porte chiuse.
    Nella mia regione, la Toscana, la maggior parte delle radio ha optato per radio tutta musica o al massimo “finte speakerate” realizzate per il 90% da post-produzione.
    Forse per le piccole realtà tornare alle vecchie “dediche” potrebbe essere un passo avanti anzichè indietro?

    In bolla al lupo Radio Locale!

    Tommy

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