autore: marcodedomenico | 16 luglio 2007

Il “documentariese”

categorie: cinema, televisione, tips & tricks

amendola.gifI nomi dei doppiatori non li conosce quasi nessuno.
Uno solo era celebre al grande pubblico:
Ferruccio Amendola.

Amendola è diventato famoso più per il doppiaggio di certi grandi attori americani che per i ruoli che ricoperto in qualità di attore. Fra i doppiatori è l’unico davvero conosciuto.

Robert De Niro, Sylvester Stallone, Dustin Hoffman, Al Pacino, Peter Fonda, Martin Sheen, Tomas Milian, ma solo per citare i volti più famosi che hanno ricevuto la voce di Amendola nella loro edizione italiana.
Da qualche anno a questa parte si sta imponendo anche Luca Word, forte però della partecipazione a Elisa di Rivombrosa nel ruolo di Ottavio Ranieri.

Prima di questo ingaggio, e prima di doppiare Russel Crowe nel Gladiatore era come tutti gli altri. Bravo, ma piuttosto sconosciuto.

Io credo che al di la di Ward, nessuno fra i non addetti ai lavori conosca il nome di un doppiatore.
Questa non notorietà un po’ mi infastidisce.

Gli attori stranieri devono molto, moltissimo alle loro voci italiane.

Cosa sarebbe Tom Cruise senza Roberto Chevalier?
E quanto successo avrebbe ottenuto Arnold Schwarzenegger in Italia senza la splendida voce di Alessandro Rossi?
Alessandro Rossi è LA VOCE del cinema. Oltre che magnifico interprete in voce di Oscar Schindler in Schindler’s List.
E poi ci sono i documentari.

Quando parlo con amici e parenti dei documentari, tutti mi chiedono: “ma tu che lo fai di mestiere, sai dirmi di chi è la voce dei documentari della Rai? La voce di Quark”?

A me viene da sorridere.

Ci dev’essere un qualche meccanismo psicologico mediante il quale associamo una voce a una situazione.
Di quest’aspetto si avvantaggia senza dubbi Claudio Capone.

Claudio Capone ha letteramente inventato “il documentariese“. Capone ha creato dal nulla un modo tutto nuovo di appoggiare le parole, donando loro un’atmosfera solenne che prima mancava.

Ora un documentario non è un buon documentario, se come voice over non c’è quella di Capone.
Poi Capone è anche la voce di Ridge, in Beautiful, e la voce dell’omnipresente pubblicità dell’Acqua Rocchetta e Uliveto.

La mitica frase: “Rocchetta e uliveto… sono acque della salute“. Come la dice Claudio, non la dice nessun altro.

Non conosco personalmente Capone che è romano. Però ai miei occhi di essere umano, e soprattutto alle mie orecchie di speaker /doppiatore pubblicitario è un mito.

Non lo giudico un fuori classe puro, come invece giudicherei doppiatori come Pedicini, Accolla o Malaspina.

Capone ha inventato un nuovo modo di lavorare, Capone ha inventato il “documentariese“. Gli altri possono solo imitarlo, ma l’originale è lui.

Capite la magìa?

Si può essere bravissimi e ottenere un ottimo successo. Ma eccelsi si diventa grazie a un invenzione, sempre.
Complimenti a Capone che ha inventato il documentariese, e complimenti postumi anche al buon Ferruccio Amendola, che aveva capito che per doppiare non bisognava essere perfettamente puliti nella dizione, anzi. Un po’ di sana sporcizia vocale appartiene a tutti noi, e quindi anche al doppiaggio.

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Commenti (27)

  1. |

    Per puro caso scopro questo interessantissimo blog.
    Mi affretto a sbirciare, assommandomi qua e là.

    Complimenti.

    Felicità

    Rino, scoprendo belle cose

  2. |

    Marco!! Che cosa fantastica!! Penso non sia una sorpresa, per te, che io trovi questo blog assolutamente imperdibile!…ecco fatto…inserito tra i preferiti ;)

    Ah! Un commento a questo post: ci sarebbe tanto da chiacchierare…ma una cosa è da sottoscrivere in pieno: ” x doppiare non bisogna essere perfettamente puliti [...] anzi. Un po’ di sana sporcizia vocale appartiene a tutti noi..”. E credo sia vero anche per la radio, oggi.

    Baci, Sandra

  3. |

    Bellissima idea Mark! Ci voleva…
    Però una cosina te la devo correggere…
    Il cognome di Luca è Ward, non word…
    Non diamo anche questo merito a Gates!
    Eh, eh…
    Un besito,

  4. |

    Che Occhio Lauretta, brava.
    Corretto al volo.
    E grazie per i complimenti…
    Baci.

  5. |

    Post fantastico, come colui di cui si parla nel post… ho avuto l’occasione di conoscerlo, e oltre ad essere un grande è umilissimo… l’ho visto incidere, leggeva termini medici come se li conoscesse… si è inceppato dopo 20 minuti, ha letto 20 minuti di robaccia astrusa senza mai inciampare!

  6. |

    Io sono cresciuto a pane e quark e la sua voce oramai è come quella di una persona di famiglia.

  7. |

    Il documentariese

    Claudio Capone ha letteramente inventato “il documentariese”. Un documentario non è un buon documentario, se come voice over non c’è quella di Capone.

  8. |

    Hai ragione upnews.it… pienamente d’accordo con te!

  9. |

    E’ folle che leggendo un romanzo la mia testa lo interpreti con la voce di Capone? … Se decide che più gradisce una voce femminile, usa quella della Boccanera (julia Roberts). Insomma, i miei pensieri non hanno la mia voce! FOLLE! …Per curiosità: qualcun altro ha la mia stessa “malattia”?

  10. |

    Giustamente sei infastidito della non notorietà, caro Marco!
    Io invece sono maniaca; quando sento una voce, mi informo subito sull’identità del doppiatore, intanto con i titoli di coda del film o telefilm, e da quando c’è Internet è sufficiente un click! Ma mi basta sentirla una volta per riconoscerla. Pensa che anni fa in un ristorante di Orvieto vidi Sorrentino, e dissi agli amici -sapete chi è quello? il doppiatore di John Travolta e di Mel Gibson-Tutti restarono ammirati a guardarlo e io feci bella figura. Malaspina è il mitico doppiatore di Goldrake, Capone è anche Don Johnson, ricordo tempo fa che Piero Angela, ospite di qualcuno in una trasmissione in cui si parlava di Ridge e di Beautiful, ci tenne moltissimo a sottolineare che in effetti Capone l’aveva lanciato lui come voce dei documentari. Sono sicuramente due grandissimi, ma la mia voce preferita resta Toni Fuochi, forse Marco lo conosce, io lo sentivo in radio qualche anno fa, non so se trasmette ancora, di sicuro doppia i “Cavalieri dello Zodiaco” Ha una voce profonda e moolto moolto sexy. Ultimamente ho sentito la triste notizia, è mancato Oreste Rizzini, la sua voce splendida si sentiva molto spesso, io la associo soprattutto al Padre Ralph – Richard Chamberlain e a Mr. Crocodile Dundee – Paul Hogan…

  11. |

    Anche Claudio Capone,
    l’inventore del “documentariese”
    è andato via.

    Lo conoscevo di persona,
    un grande davvero.

    Ciao Cla’…

  12. |

    Ciao! Purtroppo ho scovato questo blog solo in questa triste occasione(fortunati quelli che l’hanno conosciuto!), cmq sembra interessante!
    Purtroppo il doppiaggio (come tante cose in Italia) è un che di sottovalutato, non ci si fa caso, quando invece è molto importante, scomodo a volte…vabbbè, vabbè, ce ne sarebbero di cose da dire!!!
    Come Franci anch’ io se sento una voce che m’interessa e m’incuriosisce cerco subito d’informarmi…diciamo che di positivo c’è il fatto che con internet è più facile e veloce…e con tutti questi supertelefilm americani…ci sarà bisogno pure di voci nuove?!

  13. |

    lo ammetto e ne vado fiero! Capone è sempre stato il mio punto di riferimento come voce, i toni con cui parlava e l’ interesse che riusciva a suscitare erano unici. Ho sempre voluto fare lo speaker radiofonico e nel ‘99 un annetto di web radio non mi è bastato.. mi sà che è e rimarrà sempre il mio sogno nel cassetto!!!

    bel blog complimenti :)

    grazie per averlo aperto :)

  14. |

    Molte grazie Mirko per i complimenti, fanno sempre piacere.
    Se ti piace fare lo speaker… compatibilmente coi tuoi impegni… fallo!!!

  15. |

    fosse facile.. parlando di quello che riguarda la mia esperienza, mi sono imbattuto nel solito muro tutto italiano di conoscenze, spinte e mezze promesse… è triste perchè così facendo riescono a smontare ogni piccola iniziativa che non sia ‘coperta’. Un pò come andare in una piscina con obbligo di cuffietta senza cuffietta, e questa non è nenache disponibile sul posto.. ti rimane solo da tornare a casa.

    Il mio lavoro? fare siti come il tuo è il mio lavoro :) e compatibilmente a ciò.. ci starebbe fare lo speaker. anzi sarebbe un bel connubio.. un sito spikerato :D

  16. |

    Combinazione proprio pochi minuti fa pranzavo con il sottofondo della voce di Capone, che doppiava Ridge di Beautiful.
    E pensavo all’imortalità del nostro lavoro. Anche da morti, saremo vivi per sempre.
    Il segreto della felicità, è fare quello che si sognava da bambini.
    Ora ci scrivo un post!

  17. |

    Sono soltanto un appassionato di cinema.Ho visto qualche vecchio film di Amendola padre ma la voce pur essendo la sua non assomigliava a quella dei suoi recenti doppiaggi il che mi fa capire che molto è devuto alla manipolazione elettronica attraverso il così detto “microfono in bocca”.Per quanto riguarda i doppiatori di oggi è scomparso il parlato a favore del sussurrato o bisbigliato che rende il doppiaggio estremamente più facile,adatto anche a persone che non dispongono la cosìddetta voce da film.Si dice che un posto da doppiatore non si nega a nessun figlio di.Il nepotismo ha eliminato ogni tipo di selezione.Dove sono le voci da film anni sessanta?O sono morti o invecchiati.Si dice che la voce non conta bisogna saper recitare.Perchè una volta no?
    Si dice che i doppiatori Italiani siano i migliori del mondo;vero ma ci si riferisce agli anni sessanta.

  18. |

    Ciao Bruno, non ho mai sentito parlare del “microfono in bocca”, forse alludi all’effetto di prossimità che si ottiene avvicinandosi molto alla capsula microfonica fin quasi a saturarla.
    E’ una tecnica che si usa solo nei doppiaggi pubblicitari. Nel doppiaggio tradizionale ti assicuro che il microfono è almeno a mezzo metro dall’attore doppiatore. Non ci si potrebbe avvicinare nemmeno volendolo, poichè in mezzo c’è il leggìo.
    Il doppiaggio, in quanto tale, si confà perfettamente alla situazione, dunque bisbigli o urla a seconda del caso.
    L’espressione “voce da film” non vuol dire assolutamente nulla.
    Negli anni sessanta si recitava in modo diverso, si doppiava quindi in modo diverso da ora.
    Credo che sia meglio adesso, si sono affinate le tecniche, e le voci sono finalmente scevre da quella patetica retorica che incasellava il doppiaggio in modi standard.
    E’ vero, nel doppiaggio il timbro conta poco o nulla, poichè ci sarà sempre una faccia adatta a una voce. Sempre, è fisiologico.
    I doppiatori italiani sono i migliori perchè per nostra natura siamo parecchio esterofili, abbiamo importato quasi ogni cosa.
    Almeno per costanza d’esercizio, siamo diventati bravissimi. In altre nazioni, i film non si doppiano nemmeno!
    A presto, leggimi sempre.

    Marco De Domenico

  19. |

    Salve,
    complimenti per il blog. Sto cercando un po’ di informazioni perché essendo un consulente credo che avere una buona impostazione della voce oltre che dizione non sia affatto male. In effetti penso che frequenterò un corso di dizione perché sono sicuro di usare male la voce. comunque a proposito dei doppiatori io ammiro molto Tonino Accolla che insomma è abbastanza noto (Homer Simpson e Eddie Murphy i più noti), tuttavia pur apprezzando molto l’opera del dubbing in Italia, credo che abbia limitato un poco l’apprendimento della lingua straniera, almeno dell’inglese, che in paesi dove il doppiaggio non è fortissimo, è sicuramente superiore (es. Portogallo, ma non solo). Saluti
    Antonello

  20. |

    Hai ragione Antonello. Il fatto che ogni film che approda in Italia venga doppiato non aiuta di certo ad imparare la lingua.
    Pensa che io, come speaker in lingua italiana lavoro molto per l’estero, e mi mangio le mani ogni volta che devo scrivermi o parlare con i miei interlocutori inglesi.
    Ogni volta mi dico che se solo fossi stato uno studente migliore, al Liceo, probabilmente mi sarei risparmiato molte delle pessime figure che faccio ogni giorno.
    Tonino Accolla è un fuori classe, lo ha dimostrato in infinite occasioni.
    Insieme a lui io inserirei almeno altre due dozzine di nomi eccellenti del nostro doppiaggio italiano.
    Col rischio di lasciarne fuori altri venti!
    Buone letture.

  21. |

    Ciao Marco,

    grazie per la velocità nel rispondere al mio commento. Ti chiedo se posso approfittare della tua esperienza, perché necessito di un consiglio su dove o da chi poter trovare un buon corso per l’uso della voce. Diciamo che per il mio lavoro – sono un consulente di credito per una banca – quando incontro un cliente, al di là della dizione che credo di avere diciamo “decente”, necessito più di qualcosa che mi permetta di comunicare meglio di quanto faccio ora. Ho notato anche che, specie in situazioni conviviali, a volte no riesco a far notare bene il mio intervento e di essere sovrastato da altri con voci più “piene” e di sforzare la mia voce senza risultati. Puoi aiutarmi? Io abito a Roma

    Grazie e ciao

    Antonello

    PS anni fa per un po’ ho cantato e per alcuni mesi sono stato speaker in una piccola radio

  22. |

    Prego Antonello.
    Io sono di Milano e conosco le scuole di qui, su Roma proprio non saprei.
    Ma senz’altro sul web troverai i siti di scuole di dizione e di recitazione a Roma.
    Anzi, è probabile anche che siano migliori.
    Ti do subito un consiglio: non sforzare mai la voce, il risultato di solito è scarso perchè sforzando irrigidisci senza volerlo le corde vocali e la voce viene fuori più alta, secca e stridula. Imponiti cercando invece i toni più profondi della tua voce, quelli più caldi e piacevoli.
    Se sei romano hai una dizione migliore di noi milanesi, non per questo però scevra da difetti.
    Prova con un corso di dizione, scoprirai la differenza!

  23. |

    Capito per caso in questo blog bellissimo e non posso non rispondere a questo post…

    Non tutti i “non addetti ai lavori” trascurano i doppiatori. Io ad esempio sono una vera maniaca, mania ereditata da mia madre, appassionata di cinema americano e molto attenta alle voci, in particolare quelle maschili.

    Credo che il primo doppiatore di cui ho conosciuto il nome e di cui ho imparato a riconoscere la voce sia stato Pino Locchi, di cui mia madre mi fece notare la differenza di impostazione vocale nel doppiare due attori così diversi (soprattutto nei ruoli interpretati) come Tony Curtis e Sean Connery. Il secondo quello di Nando Gazzolo, grande attore di teatro, che doppiava quasi tutti i “cattivi” dei “peplum” all’italiana degli anni ‘60.

    Subito dopo arrivò Michele Gammino, altra grande voce, che negli anni ‘80 della mia adolescenza spadroneggiva tra Harrison Ford, Kevin Costner e Richard Gere.

    Il seguito è venuto con gli anime giapponesi, in particolare “Lady Oscar”, che vantava un parco doppiatori assolutamente incredibile: Cinzia De Carolis nel ruolo della protagonista (chi altri avrebbe potuto farla?), e poi Massimo Rossi, Laura Boccanera, Romano Malaspina, Marco Guadagno, persino Riccardo Garrone in una piccola comparsata…

    E poi i telefilm americani (su “Star Trek The Next Generation” ho conosciuto la meravigliosa voce di Alessandro Rossi, che poi ho riconosciuto anche su Schwarzenegger e LIam Neeson, e quella vellutata di Sergio Di Stefano, voce di tanti “cattivi melliflui” del grande schermo e di… Gregory House!) e i cartoni Disney.

    Luca Ward (almeno la voce) lo conoscevo già da molto prima che facesse “Elisa”: è la voce dei miei adorati Pierce Brosnan e Keanu Reeves!

    E grazie al “Signore degli Anelli” ho imparato a riconoscere la voce di Gianni Musy e quella di Pino Insegno (completamente diversa da quella che conoscevo nella sua versione “Premiata Ditta”).

    Ciò che mi sorprende in questa mia passione è come mi risulti sempre più difficile riconoscere e ricordare le voci femminili rispetto a quelle maschili. Anche quando ricordo la voce, non riesco quasi mai a ricordare il nome della doppiatrice: ad esempio mi capita con la doppiatrice di Julia Roberts, che riconosco quasi sempre, ma di cui non ricordo mai il nome…

    Quella per i doppiatori è una passione costante, ma devo dire che ultimamente è poco ricambiata: non mi sembra di sentire grandi voci nel doppiaggio dei film più recenti (addirittura sento voci sgradevolmente piatte e monocordi, come nel caso del doppiatore di Christian Bale) e la recente mania di usare attori o comici famosi per dopppiare i cartoni animati ha nettamente peggiorato la resa di questi ultimi (tranne in rari casi, come Ale e Franz in “Madagascar”, in cui in compenso la Hunziker ci stava come i cavoli a merenda, o Claudio Bisio nel ruolo di Sid in “L’era glaciale”). Tu che ne pensi?

    Ah, per tutti gli appassionati dei doppiatori questo sito è assolutamente da non perdere: http://www.antoniogenna.net/doppiaggio/voci.htm

  24. |

    Ciao Claudia, complimenti per la tua infinita conoscenza del mondo del doppiaggio. Dividiamo insieme una bella passione.
    Hai fatto un’analisi accurata, mi piace molto.
    Sono d’accordo con te a riguardo per esempio della splendida voce Pino Insegno, diversissima da quando la usa per fare il comico o il conduttore televisivo.
    Per esempio lui è quella specie di felino primitivo nell’Era Glaciale, ha una voce così calda e densa… è incantevole!
    Anch’io faccio molta più fatica con le donne che con gli uomini. Io addirittura sono un passo indietro (gravissimo), fatico proprio ad abbinare le voci di donna alle relative titolari.
    Ho anche qualche pensiero da esprimere a questo riguardo, è un’ottima idea per il mio prossimo post.
    Non sono mai stato un fan di Claudio Bisio “attore”, e anche come doppiatore secondo me non è particolarmente valido.
    Conosco ovviamente il sito di Antonio Genna, ci sono anch’io, citato come doppiatore di un videogame! Hai fatto bene comunque a ricordarlo, Genna è un vero innamorato del doppiaggio, merita di essere ampiamente pubblicizzato.
    Anch’io penso spessissimo a Rossi sul volto di Liam Neeson, specialmente in Shindler’s List. Che capolavoro, che fuoriclasse!
    Darei volentieri un dito per avere la sua voce. Non scherzo!
    Complimenti ancora, leggimi sempre.

    Marco

  25. |

    Non posso che sottoscrivere,mi sembra solo strano che non ricordiate le voci femminili. La migliore e inconfondibile è per me Micaela Esdra, voce di Catherine in CSI, di miss Parker in Jarod,e della sensualissima Kim Basinger. Altra splendida voce è Roberta Greganti, come dimenticare la Rachel di “Uccelli di Rovo” o il colonnello Sara Mackenzie di Jag? Davvero Marco non c’è nessuna voce femminile che ti ha colpito??

  26. |

    E dove mettiamo Ludovica Modugno (Cher, Glenn Close, Anjelica Huston, Ellen Barkin e Emma Thompson) o Maria Pia Di Meo (Barbra Streisand, Audrey Hepburn, Joanne Woodward, Julie Christie, Shirley MacLaine, Julie Andrews, Susan Sarandon, Sally Field, Jane Fonda, Faye Dunaway, Vanessa Redgrave, Mia Farrow, Meryl Streep, Romy Schneider, Catherine Deneuve, Jane Seymour)?

    Mica poco eh!

  27. |

    Complimenti per il bellissimo lavoro che fai e grazie per questo blog.
    Io dovrò consegnare oggi un file audio ad una casa editrice che sta cercando speaker per documentari.
    Spero di avere la possibilità di superare questa prova, considerando pure il fatto che ho una tosse terribile e la mia voce è un po’ rauca.
    Sto facendo un giretto nel tuo blog raccogliendo notizie preziose.

    Un saluto e grazie.

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