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	<title>Commenti a: I toni robotici degli interpreti</title>
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	<description>Un professionista del doppiaggio spiega come utilizzare in modo professionale la propria voce</description>
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		<title>Di: Marco  De Domenico</title>
		<link>http://www.usalavoce.it/2007/07/15/i-toni-robotici-degli-interpreti/comment-page-1/#comment-81</link>
		<dc:creator>Marco  De Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Aug 2007 08:26:15 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Clara, questo post stà raccogliendo l&#039;indignazione degli interpreti, è una cosa che considero del tutto naturale.
In fondo, come tu stessa rilevi, Arrigo ha scritto più o meno ciò che hai scritto te.
Però senti, ti racconto due cose del mio lavoro di speaker e doppiatore.
Chi fa il mio lavoro, ha un controllo così preciso della propria emissione (pensa ai cantanti professionisti) che ritiene del tutto inutile ascoltarsi.
Un doppiatore (per definizione e per perizia professionale) sa esattamente come stà appoggiando una frase. Non ci occorre alcun feedback, possiamo parlare al buio. E quando dici che la tua voce non la senti mentre svolgi il tuo lavoro di interpete, in realtà dici un&#039;inesattezza, perchè la nostra voce non la ascoltiamo solo dalle orecchie, ma anche (e soprattutto) dalla nostra stessa scatola cranica. Non volerla sentire con una manovra logica di esclusione è un altro conto.
Quindi apprezzo moltissimo il tuo commento, ma da doppiatore continuo a pensare che gli interpreti si fermino a un punto oltre al quale semplicemente non hanno mai deciso di andare. Tutto qui. Accetto le tue critiche (sarebbe da idioti rigettarle) ma continuo a pensare ciò che ho scritto nel post originale.
Esperimento: far seguire a un interprete (uno bravo) dei corsi di dizione, doppiaggio e recitazione a microfono. Poi metterlo in sala di doppiaggio (occorrono anni, per altro) per diventare bravo, e infine vedere che succede facendolo lavorare di nuovo come interprete, ma con un mondo di colori, di intonazioni e di appoggiature dentro di se.
Fantasie di un doppiatore, porta pazienza.
E grazie per aver reso la tua testimonianza, preziosa come tutte le altre. 
Questo post è vivo grazie a voi che siete i principali artefici dei suoi contenuti.

Marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Clara, questo post stà raccogliendo l&#8217;indignazione degli interpreti, è una cosa che considero del tutto naturale.<br />
In fondo, come tu stessa rilevi, Arrigo ha scritto più o meno ciò che hai scritto te.<br />
Però senti, ti racconto due cose del mio lavoro di speaker e doppiatore.<br />
Chi fa il mio lavoro, ha un controllo così preciso della propria emissione (pensa ai cantanti professionisti) che ritiene del tutto inutile ascoltarsi.<br />
Un doppiatore (per definizione e per perizia professionale) sa esattamente come stà appoggiando una frase. Non ci occorre alcun feedback, possiamo parlare al buio. E quando dici che la tua voce non la senti mentre svolgi il tuo lavoro di interpete, in realtà dici un&#8217;inesattezza, perchè la nostra voce non la ascoltiamo solo dalle orecchie, ma anche (e soprattutto) dalla nostra stessa scatola cranica. Non volerla sentire con una manovra logica di esclusione è un altro conto.<br />
Quindi apprezzo moltissimo il tuo commento, ma da doppiatore continuo a pensare che gli interpreti si fermino a un punto oltre al quale semplicemente non hanno mai deciso di andare. Tutto qui. Accetto le tue critiche (sarebbe da idioti rigettarle) ma continuo a pensare ciò che ho scritto nel post originale.<br />
Esperimento: far seguire a un interprete (uno bravo) dei corsi di dizione, doppiaggio e recitazione a microfono. Poi metterlo in sala di doppiaggio (occorrono anni, per altro) per diventare bravo, e infine vedere che succede facendolo lavorare di nuovo come interprete, ma con un mondo di colori, di intonazioni e di appoggiature dentro di se.<br />
Fantasie di un doppiatore, porta pazienza.<br />
E grazie per aver reso la tua testimonianza, preziosa come tutte le altre.<br />
Questo post è vivo grazie a voi che siete i principali artefici dei suoi contenuti.</p>
<p>Marco</p>
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		<title>Di: Clara</title>
		<link>http://www.usalavoce.it/2007/07/15/i-toni-robotici-degli-interpreti/comment-page-1/#comment-80</link>
		<dc:creator>Clara</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2007 10:13:05 +0000</pubDate>
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		<description>Porca paletta !!

il commento di arrigo era praticamenet uguale al mio... 

e l&#039;ho visto solo ora.. che figura...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Porca paletta !!</p>
<p>il commento di arrigo era praticamenet uguale al mio&#8230; </p>
<p>e l&#8217;ho visto solo ora.. che figura&#8230;</p>
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		<title>Di: Clara</title>
		<link>http://www.usalavoce.it/2007/07/15/i-toni-robotici-degli-interpreti/comment-page-1/#comment-79</link>
		<dc:creator>Clara</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Aug 2007 10:09:23 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Marco,

un&#039;amica mi ha segnalato il tuo sito, e l&#039;ho visitato volentieri.
Non sono un&#039;interprete professionista, ma mi è capitato sovente di dover fare traduzioni simultanee, o consecutive o chuchotage, e dunque so di cosa si tratta. ll tono &#039;monocorde&#039;, come lo chiami tu, è conseguenza della necessità (specie nella simultanea) di tradurre nell&#039;immediato una frase, e intanto nella tua testa parte già la successiva. Il tuo cervello ha un gran daffare a star dietro alla sequenza delle parole (tieni anche conto che tu praticamente NON senti quel che dici per evitare di confonderti sulle frasi che arrivano a raffica... ) e quindi NON c&#039;è il tempo, nè il modo di riuscire a dare anche un&#039;intonazione. Anzi, io spesso penso di darla, l&#039;intonazione, ma non ho neanche modo di verificare se ciò avviene, perchè non mi sento!
Da ultimo, spesso si traducono cose che, per l&#039;interprete, sono prive di significato. 
Prova tu a dare un senso ad una conferenza sui vantaggi dell&#039;utilizzo delle sonde di cloruro d&#039;argento rispoetto al Rame / solfuro di rame, nell&#039;abito della protezione dalle corrosioni elettrolitiche !! Poi mi saprai dire ...

Con tanta simpatia,
Clara</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Marco,</p>
<p>un&#8217;amica mi ha segnalato il tuo sito, e l&#8217;ho visitato volentieri.<br />
Non sono un&#8217;interprete professionista, ma mi è capitato sovente di dover fare traduzioni simultanee, o consecutive o chuchotage, e dunque so di cosa si tratta. ll tono &#8216;monocorde&#8217;, come lo chiami tu, è conseguenza della necessità (specie nella simultanea) di tradurre nell&#8217;immediato una frase, e intanto nella tua testa parte già la successiva. Il tuo cervello ha un gran daffare a star dietro alla sequenza delle parole (tieni anche conto che tu praticamente NON senti quel che dici per evitare di confonderti sulle frasi che arrivano a raffica&#8230; ) e quindi NON c&#8217;è il tempo, nè il modo di riuscire a dare anche un&#8217;intonazione. Anzi, io spesso penso di darla, l&#8217;intonazione, ma non ho neanche modo di verificare se ciò avviene, perchè non mi sento!<br />
Da ultimo, spesso si traducono cose che, per l&#8217;interprete, sono prive di significato.<br />
Prova tu a dare un senso ad una conferenza sui vantaggi dell&#8217;utilizzo delle sonde di cloruro d&#8217;argento rispoetto al Rame / solfuro di rame, nell&#8217;abito della protezione dalle corrosioni elettrolitiche !! Poi mi saprai dire &#8230;</p>
<p>Con tanta simpatia,<br />
Clara</p>
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		<title>Di: Marco  De Domenico</title>
		<link>http://www.usalavoce.it/2007/07/15/i-toni-robotici-degli-interpreti/comment-page-1/#comment-54</link>
		<dc:creator>Marco  De Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2007 12:00:59 +0000</pubDate>
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		<description>Può ben essere Arrigo, non lo escludo affatto.
In effetti parlando con chi lo fa di mestiere siamo giunti alla conclusione è veramente difficile concentrarsi anche sull&#039;uso della propria voce.
Eppure, ti assicuro che per me che sono un doppiatore, la dizione e l&#039;intonazione sono un assoluto automatismo.
Se lo diventasse anche per gli interpreti?
E&#039; un esperimento che qualche bravo interprete potrebbe fare, e quindi col tempo smentirmi o darmi ragione.
Intanto mille grazie per il tuo prezioso commento.
A preso, leggimi sempre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Può ben essere Arrigo, non lo escludo affatto.<br />
In effetti parlando con chi lo fa di mestiere siamo giunti alla conclusione è veramente difficile concentrarsi anche sull&#8217;uso della propria voce.<br />
Eppure, ti assicuro che per me che sono un doppiatore, la dizione e l&#8217;intonazione sono un assoluto automatismo.<br />
Se lo diventasse anche per gli interpreti?<br />
E&#8217; un esperimento che qualche bravo interprete potrebbe fare, e quindi col tempo smentirmi o darmi ragione.<br />
Intanto mille grazie per il tuo prezioso commento.<br />
A preso, leggimi sempre.</p>
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		<title>Di: Arrigo</title>
		<link>http://www.usalavoce.it/2007/07/15/i-toni-robotici-degli-interpreti/comment-page-1/#comment-52</link>
		<dc:creator>Arrigo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2007 11:24:44 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me, il tono monocorde dei doppiatori é dato dal fatto che sono totalmente concentrati sull&#039;afflusso di parole che ascoltano e che devono tradurre ascoltando già ciò che verrà dopo. Penso sia davvero molto difficile per loro concentrarsi anche su dizione ed intonazione, visto il grande sforzo mentale che la loro performance richiede.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me, il tono monocorde dei doppiatori é dato dal fatto che sono totalmente concentrati sull&#8217;afflusso di parole che ascoltano e che devono tradurre ascoltando già ciò che verrà dopo. Penso sia davvero molto difficile per loro concentrarsi anche su dizione ed intonazione, visto il grande sforzo mentale che la loro performance richiede.</p>
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		<title>Di: Marco  De Domenico</title>
		<link>http://www.usalavoce.it/2007/07/15/i-toni-robotici-degli-interpreti/comment-page-1/#comment-36</link>
		<dc:creator>Marco  De Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jul 2007 09:57:50 +0000</pubDate>
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		<description>Prestissimo caro Stefano.
Continua a leggermi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prestissimo caro Stefano.<br />
Continua a leggermi!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://www.usalavoce.it/2007/07/15/i-toni-robotici-degli-interpreti/comment-page-1/#comment-22</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2007 17:22:31 +0000</pubDate>
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		<description>ciao Marco, ho letto quasi per caso questo tuo post. Complimenti vivissimi, è molto bello e utile per tutti.
A proposito, a quando un post in cui ci dai qualche suggerimento su come parlare meglio al telefono?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao Marco, ho letto quasi per caso questo tuo post. Complimenti vivissimi, è molto bello e utile per tutti.<br />
A proposito, a quando un post in cui ci dai qualche suggerimento su come parlare meglio al telefono?</p>
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	<item>
		<title>Di: Marco  De Domenico</title>
		<link>http://www.usalavoce.it/2007/07/15/i-toni-robotici-degli-interpreti/comment-page-1/#comment-14</link>
		<dc:creator>Marco  De Domenico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 09:12:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.usalavoce.it/2007/07/15/i-toni-robotici-degli-interpreti/#comment-14</guid>
		<description>Ciao Sammy, presto potrai ascoltare la voce degli interpreti robotici di cui parlo nell&#039;articolo.
Continua a seguirmi, ogni giorno un nuovo post.
A presto.

M.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Sammy, presto potrai ascoltare la voce degli interpreti robotici di cui parlo nell&#8217;articolo.<br />
Continua a seguirmi, ogni giorno un nuovo post.<br />
A presto.</p>
<p>M.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sammy</title>
		<link>http://www.usalavoce.it/2007/07/15/i-toni-robotici-degli-interpreti/comment-page-1/#comment-13</link>
		<dc:creator>sammy</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 07:33:22 +0000</pubDate>
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		<description>ciao molto interessante, non è che hai li anche qualche esempio di questi robotici interpreti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao molto interessante, non è che hai li anche qualche esempio di questi robotici interpreti?</p>
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