autore: marcodedomenico | 10 luglio 2007

I gesti della voce

categorie: cinema, tips & tricks

a-good-year.jpgNel bellissimo film di Ridley Scott “Un’ottima annata” con Russel Crowe, Marion cotillard (incantevole) e Valeria Bruni Tedeschi, il protagonista bambino viene accusato dal nonno di “dimenarsi come un italiano“.

Il film è ambientato fra la Provenza e la Gran Bretagna.

 Nella scena alla quale alludo Max Skinner ha circa dieci anni e perde una partita di tennis contro il vecchio zio, che appunto lo accusa di “dimenarsi come un italiano“.

Non c’è mai stata molta simpatìa fra noi e i nostri cugini d’oltralpe, questo è noto. Ma se gli sceneggiatori del film hanno deciso di inserire questa frase, è sicuramente perchè fra le cose belle che pensano di noi all’estero, c’è anche questa.

E dunque noi italiani tenderemmo a dimenarci.

Può essere vero.

Ci sono regioni in Italia dove in più di altre si tende ad utilizzare molto il linguaggio del corpo. Io stesso quando parlo muovo le braccia e le mani nell’intento di stigmatizzare i concetti che esprimo con la bocca. Un ausilio alla comunicazione verbale, direbbe un sociologo.

Ma ci sono frangenti in cui la comunicazione non verbale è funzionale a quella verbale, anche quando il corpo non si vede.

E’ il caso degli speaker e doppiatori.

Avete mai provato a dire qualcosa senza muovere un solo muscolo del corpo? La voce suonerà esattamente come il nostro corpo: ferma, spenta.

Provate invece ad evidenziare un suono con un gesto. Il suono risulterà più pieno, più bello, più completo.

Il microfono non rileva certo i nostri gesti, ma registrare muovendosi è quasi indispensabile. C’è chi si sbraccia,c’è chi muove i piedi avanti e indietro, c’è chi con le mani fa gesti assurdi, che presi da soli non comunicano proprio niente, ma sono perfettamente funzionali alla comunicazione verbale.

Quando ho iniziato a lavorare come speaker per la pubblicità mi vergognavo molto. Dall’altra parte del vetro c’erano delle persone che mi guardavano, e non mi andava di muovermi. Preferivo stare piuttosto immobile, anzi mettevo le mani dietro la schiena, una dentro l’altra, come i vigili a Milano.

E manco a dirlo il risultato era mediocre.

Poi ho imparato a muovermi, a fregarmene di quel che facevo col corpo perchè in fondo il risultato vocale era più importante.

Ora sono orgoglioso di dimenarmi come un italiano, di urlare con le braccia, di evidenziare coi gesti quanto dico con la bocca.

Il nostro lavoro è anche questoo.

E se i doppiatori più bravi del mondo sono quelli italiani….. un motivo ci sarà!

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Commenti (8)

  1. |

    Bella riflessione.
    Non aggiungo altro.

  2. |

    Gli italiani gesticolano quando parlano perchè la lingua italiana è una lingua “debole” (strutturalmente e foneticamente, stesso motivo per cui è molto cantabile e melodica) quindi necessita di un ausilio fisico per riempire il significato delle frasi. Altre lingue, come ad esempio il tedesco, sono lingue “forti”, quindi non necessitano di un completamento fisico nell’espressione verbale. Questo “difetto” linguistico si rivela svantaggioso ai fini di una buona recitazione perchè la forza espressiva di un attore risiede nella carica emozionale delle parole. Per questo gli attori italiani, sebbene per natura più dotati, restano meno apprezzati all’estero rispetto ai loro colleghi internazionali (con poche eccezioni). Questo, almeno, è quello che insegnano nelle aule universitarie. Inoltre, se i doppiatori italiani sono i + bravi al mondo, il merito è storicamente da attribuire alla scuola fascita per cui nessuna parola o accento straniero o concetto non approvato dal fascismo poteva essere trasmesso sugli schermi cinematografici.
    I tuoi articoli sono molto interessanti. Grazie!

  3. |

    Ciao Annalsia. Ti ringrazio per il tuo commento che ho scelto di pubblicare non perchè mi trovi concorde, ma perchè credo offra interessanti spunti di riflessione. Se qualcun altro vuole aggiungersi e dire qualcosa, è come sempre il benvenuto. Questa è la casa di chiunque abbia qualcosa da dire a riguardo, ma sempre a patto di essere educato. Non approvo MAI commenti inutili, turpiloqui, vaniloqui e sfoghi personali.
    PS: grazie per i complimenti.
    Marco

  4. |

    Io registro la lettura di racconti o poesie sulla piattaforma splinder per una ass. Musa Calliope e sinceramente con i mezzi audio precari che ho devo stare ferma per non far rumore e qst mi crea dei problemi , mi piacerebbe gesticolare. Il corpo deve esprimere l’enfasi di quello che dice …
    Interessante qui da voi …Mi fate rimpiangere i tempi andati qnd stavo in una radio locaale con un mio programma …ciaoooooooooo

  5. |

    Si Tonina… io non rimpiango i bei tempi andati della radio perchè ancora la respiro, e in franchezza non vedo proprio come potrebbe essere altrimenti.
    Non proprio in trincea, ecco. Per una serie di motivi. Diciamo che vivo ai margini della radio, ne respiro l’odore senza ricoprirmi della polvere tipica del “vinile”.
    E dunque, muoviti quando registri, piuttosto non indossare nulla di rumoroso, ma muoviti esattamente come ti viene naturale, scoprirai che (esattamente come scrivevo in questo post dello scorso luglio) la voce sarà più bella.
    Ciao a te.

  6. |

    varamenete interessante il concetto della gestualità e sinceramente non ci avevo mai fatto caso… grazie!

  7. |

    In effetti vedo spesso delle riprese backstage di radio e di doppiaggi e vedo che spesso ci si muove molto. E’ bello vedere anche che i professionisti in questione stiano a loro agio, con loro stessi e anche con i colleghi.

  8. |

    Vorrei fare una piccola differenza tra la lingua italiana a gli Italiani. Cultura ed abitudine ci portano ad avere comportamenti che noi ripetiamo a volte senza enmmeno accorgercene. Mi è piaciuta molto l’analisi secondo la quale la lingua Italiana va “aiutata” ed enfatizzata dai gesti. Qui però vorrei fare una domanda : Ma quando noi Italiani parliamo una lingua straniera, smettiamo di gesticolare ?
    Io parlo 4 lingue, e sia per esperienza diretta personale, sia osservando altre persone che parlano più di una lingua posso dire che ogniuno porta le proprie abitudini ( gesticolare Si/NO) anche quando parla le altre lngue. Non vedrete facilmente un americano sbracciare anche se parla un italiano corrente, così come rarissimamente vedretei un Italiano gesticolare parlando la propria lingua madre, e improvvisamente smettere parlando l’inglese.
    Se invece incontraste persone che parlano più lingue perchè hanno vissuto alcuni anni in paesi diversi, vi potreste accorgere di come esse gesticolano in maniera fortemente differente a seconda della lingua che stanno parlando.
    Parlo per esperienza personale. Ho padre greco e madre Italiana, bilingue dalla nascita, parlo anche spagnolo ed in glese in maniera fluente. Mentre porto con me il mio gesticolare italiano quando parlo Inglese o spagnolo, mi accorgo di cambiare completamente “modo” di gesticolare quando passo alla lingua greca. Mi muovo , gesticolo, annuisco… come fanno i greci, e questo perchè non solo parlo la lingua, ma ho vissuto la cultura. Provate di fare caso a come un indiano o un japponese non riesca a cambiare il proprio modo di gesticolare e di muovere tutto il corpo a prescindere dalla lingua che sta parlando.
    Concluderei quindi affermando che una lingua è molto di più che una serie parole e regole grammaticali, e noi italiani facciamo di tutto per confermare ciò!!

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