Quante notti a ridere con Quelo, una delle più grandi invenzioni di Corrado Guzzanti, secondo il quale c’è sempre grossa crisi.
Chi come me vive di questi inni al nonsense, sicuramente apprezzerà questo post.
Parliamo di comicità con la voce. Guzzanti lo si potrebbe anche soltanto ascoltare, e farebbe ridere lo stesso. Come tutti i geni della comicità, Guzzanti deforma la vita reale facendo uso non solo del trucco scenico, ma lavorando molto anche sulla voce.
Credo sia una dote naturale, e difficilmente si può imparare. O l’hai o non l’hai.
Quando mio padre deve imitare un dialetto o un accento regionale, mi viene sempre un po’ da ridere. Li “uniforma”, ascoltando lui sono tutti un po’ uguali, agganciati ai clichet classici. Gli viene bene solo il siciliano, perchè è il suo dialetto d’origine, e da bambino lo parlava. Ma quando imita il romano sembra Boldi. Non parliamo degli altri dialetti d’Italia.
Continuo a credere che inventarsi un modo di parlare o imitarne qualcuno sia sempre il risultato combinato di almeno un paio d’aspetti.
Primo: lo accennavo prima, è indispensabile avere un talento naturale. Occorre divincolarsi da se stessi, dall’istinto che ci porta ad emettere i suoni nel nostro modo standard.
Secondo: bisogna saper ascoltare. Si è speaker nelle orecchie, prima ancora che nella bocca. L’ascolto critico di un suono o di una commistione di suoni è la starting greed del nostro lavoro di speaker.
Impariamo prima a usare bene l’udito, facendo nostri i suoni esotici delle cadenze regionali e internazionali. Poi, una volta presa coscienza delle differenze sostanziali, possiamo cimentarci nell’imitazione.
L’imitazione poi non deve per forza essere identica all’originale, è sufficiente che la evochi.
Quando Fiorello imita Adriano Celentano non ne fotocopia il timbro, ma ne crea uno suo che gli somiglia parecchio. Ecco la parodìa, che fa ancora più ridere. Si imita quasi sempre a scopo comico, ricordiamocelo.
Quelo è la parodia di un mezzo santone, di un indottrinato che inventa a sua volta una nuova religione. Ma non la le idee per niente chiare, così non si capisce nemmeno a che confessione faccia riferimento
Eppure ho ragione di credere che prenda per il naso le varie ramificazioni del protestantesimo in Italia.
Però fa morire dal ridere, anche (o soprattutto) per il modo assurdo che ha di parlare. Parla per non dire niente, e noi piegati in due dal ridere. Ve ne rendete conto?
Comunque sia.. provate a imitare questo o Quelo, e scoprirete che l’imitazione somiglierà poco all’originale, e tanto a qualcosa di nuovo che saprete fare solo voi. Molti miei colleghi (e anch’io) da questa piccola arte ci ricavano contratti e quindi denaro.










