Ci abbiamo anche costruito una categoria del blog, su questa faccenda. Gli esperti di marketing ci pestano il cranio da decenni.
Spesso si dà (a torto) alla parola persuasione una connotazione piuttosto negativa.
Massimo Piattelli Palmarini, nel suo libro L’arte di persuadere, sostiene che “quando una volontà, un’intenzione, una credenza, o una decisione, devono trasferirsi da una mente a un’altra, allora si devono innescare, sul momento stesso, moti convergenti nell’una e nell’altra“, e da qui prende lo spunto per affermare che “per sua natura intima, l’arte della persuasione è un esercizio lieve. Aborrisce i mezzi pesanti. È lecito esercitare un certo ascendente, ma non fare appello al principio di autorità. L’autorità, non a caso, subentra quando la persuasione non basta….il persuadere esclude non solo la minaccia e il ricatto, ma anche mosse sleali come l’appello alla pietà o alla cieca fiducia.
Di nuovo, se si deve ricorrere a questi espedienti, significa che la persuasione non basta. La persuasione può tollerare, invece, la lusinga, l’adulazione, il mettere in guardia contro futuri dolori o la suggestione di futuri piaceri, l’ambiguità, il presupposto non detto, la conseguenza non dichiarata”.
Dunque la persuasione non è un’opera di convincimento, che si propone di “indurre” qualcuno ad agire contro la propria volontà, facendo leva su meccanismi molto più potenti, nonché lesivi della libertà dell’altro, fino a tollerare la minaccia, il ricatto, il ricorso al senso di colpa, la corruzione, e così via. Si tratta invece di un atto che comporta sempre una scelta, un esercizio di libera volontà, significa, cioè, indurre un cambiamento dell’opinione altrui solo per mezzo di un trasferimento di idee, un passaggio di puri contenuti mentali.
Per concludere con le parole di Piattelli Palmarini, “non si può persuadere uno, che so io, a vedere, a sapere, ad arrivare. Lo si può persuadere, però, rispettivamente, a guardare, a studiare, a partire. Persuadere implica che la persona sia libera non solo di volere, di agire, ma anche di pensare, di credere, di decidere.”
Noi qui ci occupiamo di persuadere attraverso la nostra voce. Capite bene che persuadere qualcuno a fare qualcosa è il frutto di un attento lavoro di studio della persona che intendiamo persuadere, o del proprio pubblico di riferimento.
L’arte della persuasione è sicuramente uno strumento molto potente, e può portarci immensi vantaggi. Imparare a persuadere significa essere dotati di una sorta di chiave universale, che ci darà l’opportunità di piegare a nostro favore le circostanze.
Non sottovalutiamo mai l’uso della nostra voce, anche solo per convincere una ragazza a uscire con noi.
Avremo tempo e modo di parlare in maniera più approfondita, questo post introduttivo alla persuasione apre una strada verso un’infinità di argomenti di discussione.





















