Mi salva la moquettes! Se non fosse per la superficie morbida per eccellenza che pavimenta la mia sala di ripresa microfonica, le mie incisioni sarebbero scandite da un clap-clap in quattro quarti, a ritmo con le consonanti.
Si tratta di un esperimento che feci un giorno in cui proprio la mia bocca non ne voleva sapere di articolare bene le parole. Dovevo incidere un lungo documentario commissionatomi da Caterpillar International, e non c’era verso di andare avanti.
Al che mi è venuta in mente la scena di un film di Leonardo Pieraccioni, in cui suo fratello Cateno (Giorgio Panariello) è balbuziente e per superare i continui inceppamenti si batte una mano sul braccio per scandire il tempo delle sue sillabe.
Ho provato col piede e… funziona!
Se la lingua non va (capita, accidenti se capita…) provate con i piedi. Vi scegliete un piede (di norma quello col quale dareste un calcio) e lo muovete come se stesse suonando il charleston di un’immaginaria batteria.
Scoprirete come sia di grande aiuto alla scansione delle parole.
Questo vale sia in incisione, sia quando si parla in pubblico. Nessuno vi guarderà mai i piedi, statene certi.
Registrare coi piedi? E’ possibile, e anche molto utile.









