Il 1999 fu un grande anno, per Holliwood. Nel 1999 l’America regalò al mondo intero uno dei film più belli mai prodotti.
Si tratta di American Beauty, di Sam Mendes, con Kevin Spacey, Annette Bening, Mena Suvari e soprattutto Peter Gallagher, nel ruolo di Buddy Kane, il Re dell’Immobiliare.
Non vi racconto il film, che per altro vi invito a vedere anche per il doppiaggio magistrale di Kevin Spacey, nella versione italiana con la voce del bravissimo Roberto Pedicini.
Vi parlo invece del ruolo di Buddy Kane. Nella pellicola, Buddy Kane è il tipico americano di successo. Buddy riscuote consensi nell’ambito della sua professione di agente immobiliare non perchè sia particolarmente bravo, ma perché “proietta di sé” l’immagine di un uomo di successo.
Alla stessa stregua, si può dire che nell’uso della voce in ambito professionale, è opportuno proiettare di sé un’immagine di sicurezza e tranquillità.
La sicurezza occorre all’ Agenzia Pubblicitaria che vi ha convocato perchè rafforza nei suoi rappresentanti la convizione di aver composto un buon casting voci. La stessa (riflessa) sicurezza, lambirà il cliente pagante, che sarà felice di sapere che per il suo spot è stata scelta la voce più adatta. Non necessariamente la più bella, ma soltanto la più adatta a quel tipo di comunicazione.
Chi si affaccia per la prima volta al grande mondo della pubblicità, scoprirà presto quanto sia importante illudere chi è dall’altra parte del vetro di quanto “si è bravi”. E’ un giochino di prestigio psicologico, arte nella quale col tempo si può diventare maestri.
Mostratevi sicuri in quello che dite al microfono, offrite alternative valide alla vostra idea di comunicazione, ascoltate attentamente ciò che vi viene detto in cuffia dalla sala di regia, reagite con l’opportuna sicurezza agli input che vi vengono trasmessi dall’esterno e sarà più semplice portare a termine con successo una sessione di incisione.
Viceversa, se mi mostrerete titubanti, insicuri, indecisi su quale strada prendere, nella migliore delle ipotesi otterrete una risposta tiepida dai vostri ascoltatori addetti ai lavori. Alla peggio ripeteranno l’incisione con un altro speaker, che si prenderà i diritti di utilizzo della voce al posto vostro. Probabilmente non vi chiameranno più.
In questo spot (pardon, post) introduco concetti come diritti di utilizzo, sala di regia, sessione di incisione, agenzia, cliente, diritti di utilizzo. Sono aspetti che presto affronterò all’interno di questo blog, nel tentativo di offrire info preziose, a tutti i lettori che accarezzano l’idea di diventare speaker e doppiatori pubblicitari. Anche per questo vi invito a non esitare a contattarmi al mio personale indirizzo di posta elettronica info@marcodedomenico.com.
Ricordate: la parola d’ordine è sempre sicurezza di sé. Anche quando paghereste volentieri di tasca vostra per non trovarvi davanti a quel microno, in quello studio, e soprattutto davanti a quelle persone.









