autore: marcodedomenico | 11 aprile 2013

Piove, governo saggio

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Mentre sui cieli di Dresano il cielo è plumbeo da settimane ormai, e la pioggia non cessa di bagnare i campi non ancora coltivati di fine inverno, il governo non… non… non cosa? Non niente, visto che non c’è. Non so quasi niente di politica, non certo affare che si possa comprendere guardando Mentana o la Cesara. Certo è un casino, è di oggi la notizia che i disoccupati non sono mai stati così tanto disoccupati. Qui sulla Via Emilia è pieno di Vendesi e Affittasi sulle vetrine di quelli che furono negozi e ora sono delle scatole vuote e lerce. Sento un senso di disperazione crescente e sono più preoccupato che mai del futuro. Mio padre dice che dei problemi bisogna occuparsi e non preoccuparsi. La fa facile lui, che ha 73 anni e non è più in condizione di cambiare il suo futuro. Io invece sono qui, non ancora quarantenne, davanti ai monitor della sala di ripresa a chiedermi che ne sarà di me, di tutti noi. Ho due figli, un mutuo un prestito una moglie a carico le bollette di gas elettricità acqua i carburanti i lubrificanti la colf e i cazzi e gli stramazzi e non ce la faccio più. Semplicemente non ce la faccio più, non mi piace più il giochino che se guadagni tanto puoi anche spendere tanto perché se il tubo è bucato puoi solo sperare che passi molta acqua. Quando l’acqua è di meno e il tubo è bucato, all’altro capo ne giunge solo il rumore. Io mi sento così, con l’orecchio (un ottimo orecchio non c’è che dire) appoggiato al tubo a sentire il rumore dei soldi, mi resta quasi solo quello. Ma tanto il governo mi protegge e mi tutela contro i mali del mondo. O no?

autore: marcodedomenico | 26 marzo 2013

Un lavoro molto ben fatto

categorie: altro

autore: marcodedomenico | 20 febbraio 2013

Penso in bianco ma vedo nero

categorie: altro

Post pre-elettorale per Usalavoce. A tre soli giorni dal momento in cui sapremo finalmente chi non governerà il nostro paese, vedo più nero che mai.

Sono anni di incertezza per noi europei, per noi Italiani e soprattutto per noi speaker. La pubblicità credo sia giunta a un punto in cui o si cambia qualcosa o non si va avanti.

Le radio e le tv generaliste hanno perso il fascino che avevano solo fino a qualche anno fa. Sono viste e sentite da meno persone, e queste sono generalmente più vecchie rispetto agli scorsi decenni.

Perché? Probabilmente perché le nuove generazioni, quelle figlie dell’iPod per intenderci, compilano da sole le loro playlist che importano dal web e si scambiano alla velocità della luce con programmi che fanno solo questo e lo fanno anche molto bene.

Sentito parlare di Spotify? E’ un programma che va al di la dell’immaginazione, che aggrega tutto lo scibile umano in ambito musicale e lo distribuisce al mondo intero con una serie di idee talmente nuove da stordire.

A cosa mi serve una radio adesso? E una TV? A poco, ecco tutto. Ma queste novità sono foriere di pensieri che avvicino ma che non voglio mettere a fuoco.

Cosa faremo esattamente noi professionisti della voce quando non ci saranno più radio e tv come li conosciamo adesso? Si continueranno a produrre spot che andranno solo sul web? Oppure tutto l’advertising si ridurrà a qualche banner sulle app gratuite dell’App store? Sono un po’ spaventato.

Qualche volta penso sia un bene occuparsi anche di altro, oltre che di spot. A noi speaker in fondo è concesso. Siamo anche un po’ attori, un po’ doppiatori, professionisti della voce che sanno usarla anche al di fuori della pubblicità pura.

L’altro ieri ho messo in vendita il mio MacPro. Ieri mi ha telefonato un ragazzo di Faenza che è titolare di uno studio di registrazione e ci siamo accordati per un ritiro immediato. Lui ha preso l’auto ed è venuto qui da me a Milano. Al telefono, la voce di un ragazzo emiliano. Avevo un gradevolissimo accento faentino, una voce mite ed educata. Mi ha convinto subito.

Quando è suonato il citofono dello studio sono corso fuori a riceverlo e ho capito che non avevo capito niente. Era un nero, un nero africano, originario della Tanzania.

Il primo pensiero è stato di pena per me. Mi sono fatto pena perché da esperto di suoni umani non sono riuscito a capire al telefono che stavo parlando con una voce nera. E quindi tutte quelle belle frasi fatte sulla voce nera? Niente, tutte balle. Posso assicurare che ad occhi chiusi niente ma proprio niente avrebbe fatto pensare ad una voce appartenente ad una razza diversa da quella bianca caucasica alla quale appartengo.

Insegnamento: Non esistono voci bianche e voci nere, non esiste una voce da nero e non esiste una voce da bianco. Sospetto che non si possa agganciare un timbro particolare ad una razza specifica. Lui a 4 anni è venuto in Italia ed è cresciuto qui. Ora ha 39 anni e parla con accento del Ravennate e basta. Uno speaker professionista non ha neanche lontanamente sospettato che si trattasse di un nero e la storia finisce qui.

Quindi, a un passo dalle elezioni che ci porteranno dritti verso lo stesso dirupo dal quale si sono lanciate scientemente Thelma e Louise, uno speaker bianco vede nero.

PS: Il Macpro è stato rimpiazzato con un MacMini di ultimissima generazione e un Apple Cinema Display da 27”. Perché la crisi va affrontata a braccia aperte!

autore: marcodedomenico | 15 gennaio 2013

Il buon proposito

categorie: altro

Per questo 2013 il mio primo buon proposito è… leggere i testi prima di inciderli.

Almeno una volta, anche solo di sfuggita. Ma leggerli! Si scoprono un sacco di cose interessanti.

autore: marcodedomenico | 14 gennaio 2013

Un nuovo inizio

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recuperocreditiNon scrivo da mesi sul mio blog. Quel che ho avuto da dire, l’ho scritto su Facebook.

Fino a quando ho eliminato il mio profilo, naturalmente.

Ed ora eccomi qui, di nuovo.

La voce è ancora al centro dei miei pensieri. Anzi al centro dei miei pensieri ci sono i clienti, il rapporto con loro, le fatture e soprattutto le fatture in attesa di essere incassate.

E’ un incubo dal quale mi rendo conto di non riuscire ad uscire mai. Potrei smettere di lavorare con tutti i clienti che non mi pagano.

Potrei, ma naturalmente non lo faccio. Se fossi pazzo lo farei, o anche se solo fossi ricco. Ma siccome sono un povero sano di mente, continuo a farmi tenere al cappio da chi mi deve molto danaro e continua mio malgrado a mandarmi del lavoro.

Lavoro che naturalmente svolgo male. Non tanto per ripicca (i dispetti non fanno parte del mio repertorio personale) quanto per inevitabile disagio. Come posso dare il massimo a chi a me non dà niente oppure troppo poco?

L’argomento “danaro” è un aspetto che mi tocca considerare. Non ci penserei mai, se non fosse indispensabile. Cominciando a fare lo speaker, pensavo che il difficile di questo lavoro fosse procacciarsi clienti. Ho scoperto poi che il difficile di questo lavoro è che… è difficile. E’ difficile essere bravi artisticamente e tecnicamente. E’ difficile conquistare un cliente ed è difficile tenerselo. Farsi pagare è quasi impossibile.

Quindi, da oggi cambia tutto. Ho in mente un’idea per ridicolizzare chi non mi vuole pagare.

Sento il mio Avvocato, se è legale la metto in pratica.

autore: marcodedomenico | 22 agosto 2012

Col vocione si nasce

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L’altro giorno in occasione di una Festa patronale qui in Val di Non ho acquistato un palloncino ad elio per mio figlio.

L’elio in quanto ben più leggero dell’aria normale tende a salire. Se imprigionato all’interno di un palloncino, solleva il palloncino.

I bimbi si divertono parecchio ad allacciarsi al polso questi bei palloncini colorati.

Avevo sentito dire non ricordo da chi che respirando elio la voce cambia di tono, risultando tipo “Chipmunk”.

Ero incredulo ma non ho resistito alla tentazione. Quando dopo qualche giorni il palloncino ha perso parecchio della sua bella tensione iniziale, gli ho fatto un foro ci ho infilato una Bic vuota e ho aspirato a polmoni pieni. Ho cominciato a parlare e… è tutto vero!!!! La voce è tipo Chipmunk… facevo fatica a credere a me stesso.

Su internet ho scoperto che l’elio vibra in gola in modo diverso rispetto all’aria comune perché è meno denso dell’aria.

Quando si emette un suono la frequenza di base è determinata dalla frequenza di vibrazione delle corde vocali, e questa non cambia in aria o in Elio. Però il timbro della voce è filtrato dalle cavità dell’apparato fonatorio (laringe, faringe, cavità e seni nasali). Queste cavità hanno frequenze di risonanza determinate dalle loro dimensioni, e dalla velocità del suono nel gas inalato al momento dell’emissione di voce.
Di conseguenza inalare Elio fa aumentare le frequenze di risonanza delle cavità, e, di conseguenza, non rende la voce più acuta, ma ne assottiglia il timbro.

Ma la cosa più bella che ho scoperto è che… inalando un gas più denso dell’aria… si può ottenere una formante più profonda. Mi si è accesa in testa una lampadina grande come Proxima Centauri, sono andato alla ricerca di un gas più denso dell’aria ma non tossico. Si chiama SF6. Ho pensato di procurarmene una bombola e di usarla di nascosto negli studi di incisione.

Poi però ho pensato che se l’effetto fosse stato esattamente opposto a quello ottenuto con l’elio, il risultato non sarebbe stata una autentica voce calda e profonda, ma qualcosa di più simile alla voce del demonio che si sente in certi film. E purtroppo è esattamente così.

Ricordo inoltre a chi volesse cimentarsi in questo gioco che l’elio è si un gas nobile e tende a non legarsi con niente nel nostro corpo e ad essere espirato così come lo si è inspirato, ma purtroppo non essendoci un eccesso di CO2 nel sangue, il corpo semplicemente non capisce che sta morendo soffocato. Quindi un’inalata singola ok, due forse sono troppe e assicuro per esperienza personale che con 3 si ha un gran bel giramento di testa e si rischia di svenire. Quindi niente cazzate. L’SF6 non so nemmeno dove si trovi.

Dunque… col vocione si nasce. I grandi speaker con quelle belle voci scaldate al microonde ringrazieranno le loro mamme per aver donato loro cavità nasali e paranasali ampie e ben formate. Perché a quanto pare le corde vocali fanno solo fino a un certo punto!